L'anima a volte viene macchiata dallo spirito.
Le critiche da me mosse verso una particolare branca di animalisti riguardano 3 punti:
1- Troppa Umanizzazione di esseri non umani.
2- Difesa degli animali per fini personalistici.
3- Odio verso gli uomini.
TROPPA UMANIZZAZIONE NEGLI ESSERI NON UMANI.
Animalista è colui che vuol evitare violenza verso altre razze di persone non umane in quanto soggetti di vita meritevoli di rispetto, così come lo sono gli umani.
Tuttavia a volte ci si può trovar di fronte ad una vera e propria umanizzazione e di conseguenza viene attribuita agli animali la nostra perfezione o dannazione morale e si fanno passare gli animali come buoni e gli uomini come cattivi.
Tuttavia a volte ci si può trovar di fronte ad una vera e propria umanizzazione e di conseguenza viene attribuita agli animali la nostra perfezione o dannazione morale e si fanno passare gli animali come buoni e gli uomini come cattivi.
Fare questo non ha senso, farli rientrare fra buoni e cattivi, ciò che è giusto è cercare di far rispettare il loro diritto alla vita e al non soffrire, ma senza divagare.
Nel seguente video mostro un esempio. Si può ben vedere come forzatamente si cerca di farli apparire come buoni.
Il primo cane ad esempio si vuole "accoppiare" con il cane morto in strada, con tanto di scodinzolamento, ma si vuole a tutti i costi farlo passare per un cane buono che vuole trascinare via dalla strada il compagno morto.
Nel momento in cui la ragazza prende dalla strada il cane morto, l'altro cagnolino cerca sempre di accoppiarsi. Gli altri cani non sono da meno.
Con ciò ovviamente non dico che il cane sia stupido, stupido è l'intreccio che vi è dietro. Sull'intelletto resto sempre d'accordo con la definizione di Serafino Massoni "ci sono diverse forme di intelligenza" che ovviamente non è un modo gentile per dire che sono stupidi o diversamente abili, semplicemente loro "sono e basta", non si può attribuire loro nulla di umano.
Così allo stesso modo non ci sono evoluzioni superiori o inferiori, un essere si evolve per adattarsi al suo ambiente e gli animali sono perfettamente evoluti e in sintonia con la biosfera, non si può dire che non sono evoluti poiché non hanno ancora raggiunto la forma umana.
"Ognuno è un genio. Ma se giudichi un pesce dalla capacità di arrampicarsi su un albero vivrà
tutta la sua vita credendo che sia stupido". (A.Einstein)
Secondo questo video gli animali ci insegnano a seguire la nostra morale che viene assolutizzata come ho già spiegato nel post "il grande occhio", prende il posto della coscienza.
Ecco il video, è molto buffo perché si mostrano animali che vogliono accoppiarsi ma vengono fatti passare per dei super eroi, e sono sempre tutt'altro che tristi per la perdita del compagno:
Gli animali quindi non soffrono per la perdita di un compagno? Certo che soffrono ma mi pare che chi ha fatto questo video d'asse per scontato che non soffrissero e ha forzato le cose ottenendo un risultato ridicolo.
"Termine comune in Germania <<Affenliebe>> l'amore scimmiesco, usata per indicare l'affetto materno, e sono state riempite pagine e pagine con la descrizione di queste manifestazioni. L'ansietà tesa e vigile della scimmia-madre e la gravità patetica con cui essa siede per ore a contemplare i propri figli, sono stati spesso oggetto di studi. Il babbuino madre porta i piccoli a lavarsi nei corsi d'acqua e Rengger notò una scimmia Cebus che scacciava le mosche che molestavano il piccolo. Il dolore di una scimmia per la morte del piccolo è così intenso da provocarne la morte in talune specie tenute sotto osservazione da Brehm in Nord Africa." (Briffault)
Un conto sono i casi ovvi in cui si può dire che un animale sta soffrendo, ma un altro è dire che un animale soffre mentre scodinzola, o tratta l'animale morto come un cuscino, senza sapere cosa sta facendo esattamente e vedendo che sta facendo l'opposto di ciò che si vorrebbe.
In effetti tuttavia un animale morto è molto più morbido.
Chissà quel povero cane del video quante poche volte si è accoppiato, mi capita di vedere tanti cani che nella stagione degli amori tentano di scappare dai padroni per andare con i partner ma vengono sempre riportati indietro e sgridati. Quel cagnetto sicuramente non ha voluto rinunciare a quell'occasione in cui la padrona ha messo quel cane morto nella strada per fare quel becero video sfruttando anche la voglia dell'altro cane.
Ogni forzatura e distorsione delle cose, anche se fatta con scopi nobili è una zappa sui piedi e va a danno della difesa degli animali perché le persone ovviamente non si trovano a loro agio con le prese in giro e le forzature, e le violenze perpetrate agli animali si fanno spesso perché li attribuiamo la morale, se fanno da "cattivi" o non possono essere moralizzati, li "puniamo" poiché soffrono di handicap ( a detta di alcuni ).
Io non scelgo di essere vegano perché gli animali sono buoni e di grandi virtù, ma perché si tratta di <<soggetti di vita>> e ciò va al di là della forma e dell'intelletto. Non è neanche necessario ucciderli per cibo o pelle.
Gli animali semplicemente non si possono filtrare secondo gli schemi e i costumi umani di perfezione moralistica che noi dovremo avere.
-Si cerca di farli passare come amanti perfetti che conoscono meglio di noi l'amore di coppia.
-Si dice che i maschi combattono per gelosia mentre invece combattono per l'accesso al territorio d'accoppiamento in cui potersi accoppiare con il maggior numero possibile di femmine e non solo con una particolare ed esclusiva così come si vede nei cartoni animati.
-Attribuiamo loro la nostra immagine di famiglia patriarcale dipendente da un maschio dominante mentre invece ad esempio tra i felini sono sempre le leonesse a cacciare ed accettano nel loro gruppo il leone solo per l'accoppiamento e se si stufano possono benissimo cambiare aria e lasciarlo da solo a morire.
Con ciò non cerco né di dire che sono buoni né cattivi né migliori né peggiori, non sono vittime e neanche dei bebè, non sono nostri fratelli e neanche nostri figli, tanto meno degli oggetti, se proprio si vuol trovare un termine diciamo che sono "inviolabili" o "sacri" o come detto nel documentario "earthling" (terrestri) sono "altre nazioni".
La vera violenza sugli animali è la nostra descrizione delle loro funzioni con in mezzo la nostra interpretazione che vuol soddisfare l'idea di come devono essere le cose, molto spesso umanizzate.
Da Evelyn Reed:
"il Re leone non è affatto uno stallone proprietario di un harem di leonesse: egli non è altro che uno stallone a disposizione loro durante la stagione dell'accoppiamento. Incapaci di unirsi per dar luogo a una mutua cooperazione i maschi rappresentano il sesso <<spendibile>>.
Soltanto pochi esemplari, tra i maschi che lottano per assicurarsi un posto tra il gruppo delle femmine, ci riescono; gli altri sono condannati a vagabondare solitari cercando di volta in volta di conquistarsi un posto in un branco. Molto muoiono o vengon uccisi"
Un'altra idea sbagliata sul comportamento animale è la nozione popolare che l'attrazione sessuale implichi affetto e amore.
Il coinvolgimento del sentimento nel desiderio sessuale è una acquisizione umana che non esiste tra gli animali. Come spiega Briffault, la tenerezza o una sorta di amore si trovano solo nel gruppo materno.
Pian piano questi sentimenti materni e umani si estesero , nella specie umana, ai partner sessuali, dando luogo all'amore sessuale. Ma tra gli animali il sesso non è altro che crudo appetito.
A proposito del carattere brutale della condotta sessuale tra gli animali, Briffault commenta:
"sarebbe più esatto parlare dell'impulso sessuale come di un grido di crudeltà piuttosto che di un inno d'amore".
Lo stimolo sessuale dice Briffault può essere crudele come la fame. Spesso tra i carnivori si annulla la distinzione tra i due appetiti.
<<Tutti gli animali carnivori e i roditori sono cannibali.
I leoni e le tigri, che vengono presi ad esempio per gli accoppiamenti tra i carnivori, di solito uccidono e divorano il partner>>.
Oggi la natura della sessualità dell'essere umano è profondamente diversa da quella del mondo animale: gli uomini non seguono esclusivamente i loro istinti sessuali, né d'altra parte fungono unicamente da stalloni per rendere gravide le donne. Di solito durante i rapporti sessuali non diventano violenti come accade tra gli animali. Quando tra le persone si manifestano elementi di violenza, essi sono dovuti a serie distorsioni sociali e a menomazioni di carattere psicologico, e del resto queste distorsioni patologiche sono un fenomeno in larga misura relativamente recente. In ogni caso il comportamento dell'uomo è frutto dello sviluppo socio-culturale, non certo di ciechi istinti
Briffault:
Nelle società umane sono sempre esistiti mezzi per stabilire comprensione e garanzie reciproche, inoltre vi sono legami di amicizia e fraternità che sono assenti e impossibili tra gli animali.
Perciò l'umanità primitiva, in conseguenza delle sue caratteristiche di socialità, non cade sotto le stesse leggi di necessità per assicurarsi la soddisfazione dei bisogni sessuali, attraverso la pura lotta competitiva...
Così, per quanto riguarda la differenza tra gli animali e i gruppi sociali dell'umanità primitiva, essa si riscontra in misura altrettanto considerevole sia rispetto alle operazioni idonee a soddisfare gli appetiti sessuali sia rispetto a quelle idonee a soddisfare esigenze di cibo.
Gli animali distruggono anche i loro più stretti compagni di gruppo e persino i partner sessuali nella lotta per il cibo; mentre i membri del gruppo sociale umano più rozzo e primitivo morirebbero di fame piuttosto che non spartire il proprio cibo con gli altri membri.
Queste circostanze costituiscono l'elemento differenziale fondamentale tra lo stato animale e la società umana.
Così non troveremo in nessuna società, per quanto primitiva, un conflitto non regolato da norme per il possesso delle femmine.
DIFESA DEGLI ANIMALI PER FINI PERSONALISTICI.
Non includetemi per induzione fra quelli che vedendo un animalista, in modo sterile lo accusano dicendo: "lo fai per fini egoici". Ovviamente non posso sapere nulla degli altri e pure io sono animalista.Mi baso sui fatti e ci sono persone che lo fanno per motivi diversi. Di certo se di una persona non so nulla non affermo nulla.
Gli animali hanno "un amore incondizionato"
ciò significa che non conoscono <<SE>>
"ti voglio bene se sei così, se fai questo o quest'altro ecc ecc ...
non conoscono il <<PERO'>>
"ti voglio bene "però" devi fare questo altrimenti non ti voglio bene".
Anche i bambini sono come loro.
ciò significa che non conoscono <<SE>>
"ti voglio bene se sei così, se fai questo o quest'altro ecc ecc ...
non conoscono il <<PERO'>>
"ti voglio bene "però" devi fare questo altrimenti non ti voglio bene".
Anche i bambini sono come loro.
Quindi se un animalista aiuta gli animali per sé stesso a loro non importa, non stanno a guardare se sei perfetto.
Forse a molti piacciono di più gli animali perché non vedono il nostro "spirito"?
Ma questo comportamento incredibilmente lo troviamo anche negli umani. Ogni essere umano ovviamente accetta senza problemi e incondizionatamente anche persone di altri credi e religioni, a parte casi isolati, ma quest'accettazione viene meno se il credente supera i limiti del rispetto altrui, e inizia ad assolutizzare il suo credo, in tal caso gli altri li faranno da specchio innescando un circolo vizioso. Tutto ciò riguarda larga scala escludendo casi particolari.
Anche un animale dall'amore incondizionato se inizia a vedere che il suo padrone prova avversione verso di lui (per via della religione) anch'esso proverà avversione. Quindi si può dedurre come questo amore incondizionato sia molto relativo e discutibile.
Tuttavia se anche gli animali potessero apprendere, capirebbero che magari una persona li vuole aiutare per ottenere "punti karmici" dopo la morte, come fanno alcuni animalisti che seguono dottrine della new age. E si può dire che io, come gli altri umani siamo degli animali che l'abbiamo capito.
Ovviamente tutto dipende anche dal grado d'intensità del credo, e dall'importanza dell'azione.
L'importante comunque è farlo, al di là dei perché, infatti questo post non vuol essere una condanna verso chi pensa ai propri scopi, né una demonizzazione di certe categorie.
Questo post vuol essere un aiuto nella crescita personale e nella consapevolezza, l'evoluzione umana si è sempre basata sull'eliminazione dell'individualismo e l'introduzione dell'economia e della cooperazione reciproca.
Come descritto dagli antropologi inizialmente gli esseri umani erano voraci cannibali che lottavano fra loro come tutte le bestie e mangiavano anche altri umani non sapendoli distinguere, cosa che verrà portata avanti per lungo tempo anche nei clan in cui si riconoscono come esseri umani solo i membri che sono all'interno, tutto il resto è animale.
La cultura è iniziata con le donne che già cooperavano fra loro e non erano in continua lotta. Queste hanno poi inventato il sistema del totemismo per preservare sé stesse e altri animali dal cannibalismo. Il totemismo e il tabù serviva anche per evitare che la fame sessuale distruggesse il clan, dunque tutti i membri venivano visti come parenti intoccabili. Chi tiene animali in cattività sa bene la pericolosità del tenere insieme due individui di sesso opposto.
Questa cultura si è sviluppata mettendo da parte la parte egoistica animale e sviluppando quella cooperativa.
Marshall Sahlins dice:
"il sesso è tutt'altro che una benedizione per i primati. La competizione tra i partner, per esempio, può portare a una contesa dura e anche fatale. Fu proprio questo aspetto della sessualità che costrinse la prima rudimentale organizzazione culturale a frenarla e a reprimerla. L'uomo che appena emergeva come essere umano dalla specie dei primati non poteva certo permettersi il lusso di una lotta sociale, costretto com'era a una lotta per la sopravvivenza. Era necessario ed essenziale sviluppare la cooperazione e non la competizione. La cultura servì a portare la sessualità dei primati sotto controllo, o, per meglio dire, il sesso fu soggetto a regole come il tabù dell'incesto, che in realtà incanalava gli istinti sessuali mettendoli al servizio delle relazioni di cooperazione nel gruppo".
"La catastrofe dello zoo do Londra (Evelyn Reed)":
Ad onta di quelle che sembravano condizioni ottimali, come la ricostruzione di un ambiente naturale provvisto di cibo e di tutto il necessario, i risultati furono disastrosi.
I maschi erano continuamente in lotta tra di loro per il possesso delle femmine al punto di far temere un virtuale sterminio delle femmine e dei piccoli.
Il più alto numero di morti si ebbe tra il 1925 e il 1927, quando venne introdotto il maggior quantitativo di femmine. Nell'ultimo anno furono uccise in un mese 15 delle 30 femmine presenti. Nel 1928 vennero uccise ancora 15 femmine in un mese. Combattendo per le femmine, anche alcuni maschi vennero uccisi, Verso il 1930 c'erano 39 maschi e 9 femmine, e di tutti i cuccioli sopravviveva solo uno di quelli allevati sulla collina.
Le ferite erano di ogni genere. Ossa spezzate, costole e teste fratturate, profonde lacerazioni nel petto e nell'addome, inoltre molti animali presentavano lacerazioni assai estese nelle regioni ano-genitali. Almeno 4 delle femmine uccise erano immature; due femmine adulte morirono di aborto dopo la lotta. Si verificò un caso in cui quattro maschi si azzuffarono sopra un'unica femmina.
Di quindici babbuini nati a Monkey Hill, ne morirono quattordici. In molti casi la morte avveniva dopo circa sei mesi dalla nascita; una madre partorì un piccolo in combattimento, il maschio lo afferrò e fuggì con lui, e il piccolo morì. Un'altra morte fu provocata da un maschio che trasferì la sua attenzione dalla femmina al piccolo, che venne ferito seriamente ai lombi.
I combattimenti sessuali si protraevano spesso per giorni, e una femmina veniva montata da tutti i maschi che potevano guadagnarvi l'accesso. Durante questi periodi, essa soffriva continui dolori fisici e non poteva prendere cibo. Anche dopo la morte i combattimenti continuavano sul suo corpo morto, e i maschi la usavano come oggetto sessuale. L'ultimo combattimento che si svolse nel 1930 fu così lungo e repellente che l'esperimento fu infine dichiarato fallimentare, le cinque femmine rimaste furono portate via, e Monkey Hill diventò di nuovo una colonia di soli maschi, dal momento che non somiglia a quello degli animali allo stato selvaggio. Venne riconosciuto che lo spazio recintato dello zoo, per quanto ben organizzato , poteva riprodurre solo in modo approssimativo l'ambiente naturale. I fattori significativi alla base del disastro non vennero riconosciuti, cioè la preponderanza dei maschi sulle femmine in un luogo recintato e la mancanza di nascondigli per le femmine.
Le femmine erano intrappolate nella stessa area dei maschi senza disporre di luoghi appartati; il fatto che i maschi furono più numerosi di loro fu una causa del loro sterminio e di quello della prole. Si disse che le scimmie che avevano perpetrato violenza, ucciso e ferito allo Zoo di Londra erano anormali o <<depravate>>. Una cosa simile non sarebbe accaduta, però se si fossero fatte considerazioni corrette sulla vita animale. Il sesso, all'interno del mondo animale, non unisce i maschi e le femmine in una relazione di unità familiare, a causa dell'antagonismo esistente tra la sessualità maschile e le funzioni materne. Il tentativo di usare lo specchio della vita umana per comprendere il mondo animale può solo condurre a errori disastrosi.
Tali errori non sono ammissibili, dal momento che la maggior parte degli allevatori conosce molto bene la violenza sessuale maschile allo stato di libertà. Essi sanno che la lotta per il dominio tra i maschi provoca combattimenti tra di loro, e conoscono l'effetto dannoso del tenere un maschio attivo in mezzo a un gruppo di femmine. Gli allevatori usano l'espediente della castrazione dei maschi, conservandone solo il numero necessario all'accoppiamento con le femmine. Secondo Chapple e Coon, presso molti popoli che allevano pecore, renne e bovini, la maggioranza dei maschi sono castrati e il <<rapporto è di un maschio su trenta femmine>>. A parte l'assenza di nascondigli per le femmine, il peggior errore compiuto da coloro che conducevano gli esperimenti allo Zoo di Londra fu di tenere un numero troppo basso di femmine rispetto al numero decisamente esuberante di maschi rinchiusi. Allo stato naturale questo rapporto è l'opposto, e dà alle femmine il vantaggio del numero. Nei branchi dei primati le femmine superano di gran lunga i maschi, e in alcune specie la sproporzione è molto alta.
Marshall Sahlins: "E' normale che nel gruppo di adulti si trovino più femmine che maschi; a volte, come nel caso delle scimmie urlatrici il rapporto è di uno a tre. Questo può essere dovuto, in parte, ad una più rapida maturazione delle femmine, oppure può darsi che rifletta l'eliminazione di alcuni maschi nel corso delle battaglie per l'accoppiamento. Questi maschi non vengono necessariamente uccisi, ma conducono una vita solitaria fuori o ai margini del gruppo, in attesa di aggregarsi a qualche altro gruppo e di trovare partner sessuali."
In un gruppo di scimmie rhesus, per esempio vi sono sei maschi adulti e trentadue femmine, in un altro sette maschi e ottantacinque femmine.
Le femmine e i piccoli in genere costituiscono un gruppo separato, mentre i maschi vanno a formare un insieme periferico slegato attorno al gruppo; se da parte di uno degli animali viene fatto risuonare un segnale di pericolo, è possibile che tutto il gruppo risponda.
Ma in natura ogni animale difende la propria vita combattendo o scappando; l'eccezione è costituita dalle femmine che devono combattere per difendere i piccoli o portarseli dietro in caso di fuga.
Lo studio della biologia è importante se si mira a ricostruire le nostre origini sociali e a capire i problemi che si sono presentati prima che la vita umana vera e propria si affermasse. Non potremo mai sapere che cosa siano realmente questi problemi né come vengano risolti, fino a che parliamo degli animali come se fossero esseri quasi umani. Una errata rappresentazione delle relazioni del mondo animale, impostate su un modello di tipo familiare, offre un cattivo servizio alla scienza.
Gli antropologi più seri non hanno affatto esaltato il tratto animale del predominio e della competitività maschile; anzi, hanno riconosciuto che essa ha costituito un ostacolo nell'evoluzione del genere umano.
Nel secolo scorso Engels scriveva che l'accettazione reciproca tra maschi adulti era <<la prima condizione per il formarsi di gruppi vasti e stabili grazie ai quali si rendeva possibile la transizione dallo stato animale a quello di essere umano>>.
Attualmente Sherwood L. Washburn dice praticamente la stessa cosa: <<Una delle condizioni essenziali per la organizzazione degli uomini in associazioni fu senz'altro la rinuncia alla furia e il comportamento incontrollato che stava alla base della gerarchia secondo le leggi del predominio>>.
Il quadro più vivo del problema posto dalla lotta per il predominio è dato da Atkinsons quando dice:
<<La società, giunta ad una condizione in cui ogni membro maschio era letteralmente nemico di un altro, e la vita un tumulto continuo in mezzo a lotte di ogni specie; dove non solo non vi era un istante di tregua, ma ogni spiraglio era (fatalmente) sottolineato dai primi elementi intellettuali che cominciavano ad orientarla, si trovò di fronte ad una scelta obbligata tra la necessità di un progresso o l'inevitabilità di un regresso che avrebbe portato verso l'annichilimento della specie... In qualche modo si riuscì a fare un passo avanti, a trovare qualche filo per uscire dal labirinto>>.
Questo passo avanti fu compiuto con l'instaurazione del totem e del tabù, che assicurò il controllo sociale dei bisogni e cambiò radicalmente il carattere violento della sessualità maschile.
Questo spiega come la rinuncia all'individualismo sia la base della struttura socio-culturale.
L'episodio di Monkey Hill dimostra come non ci siano esseri spregevoli, si tratta di condizioni ambientali, da noi ci sono persone che odiano animali e persone che odiano chi odia gli animali, ma non c'è un odio giusto e un odio sbagliato, sono tutti in una gabbia in cui si scannano a vicenda, per un motivo o per l'altro.
Non siamo di fronte a nessun cambiamento di coscienze, stiamo solo cercando modi migliori di trovare dei nemici fra noi preservando l'ambiente che ci permette la lotta.
Si dice che l'uomo sia il peggior animale esistente, ma secondo quali canoni morali?
Monkey Hill dimostra che non ci sono specie buone e specie più cattive e depravate, le cause vanno ricercate nell'ambiente e riguardano non solo gli umani ma anche gli animali. Oggi le nostre gabbie principali sono costituite dalla famiglia monogamica patriarcale, le altre sono gabbie mentali.
Dall'articolo a quanto pare non sono solo i cani e gli umani che si accoppiano con i morti, ma anche le scimmie, e queste quando sono in cattività possono anche portare avanti delle violenze carnali.
La nostra società è formata da noi stessi che siamo degli animali addomesticati, abbiamo messo da parte le indoli animalesche per progredire nella socialità, noi si siamo animali, ma animali culturali, che apprendono.
Negli ultimi millenni con l'avvento del patriarcato e il dominio maschile si è tornati ad una sorta di cannibalismo con competizione e non con cooperazione, con l'individualismo tipico degli animali, con violenza e sterminio, come si può ben vedere nella società patriarcal-capitalistica.
Oltre "i punti karma" un'altra forma per aiutare gli animali con un tornaconto personale è quella della "gloria".
Si è disposti a fare di tutto per la gloria, anche liberare animali da un allevamento, e con questo che si risolve? Certe azioni non hanno valore simbolico, se non quello di insegnare che serve la gloria. Gli allevamenti ci saranno finché c'è richiesta.
Se uno vuol salvare centinaia di animali può farlo anche con degli insetti, solo che qua non c'è gloria. Se un animale è piccolo non significa che abbia meno valore.
Se uno vuol salvare centinaia di animali può farlo anche con degli insetti, solo che qua non c'è gloria. Se un animale è piccolo non significa che abbia meno valore.
Per ogni allevamento chiuso ne apriranno altri 3, questa è la repressione, e chi fa questo non è altro che l'altra faccia della medaglia degli allevatori.
Il risultato è un rafforzamento della crudeltà di chi odia gli animali poiché gli animalisti li fanno incarnare il loro lato di sé che rifiutano. Quindi si vedranno gli allevatori andare a caccia degli animali liberati. Quella degli pseudo animalisti è una violenza mascherata da amore, che appare più accettata.
Di certo questo non è il caso dell'assoziazione sea shepherd che svolge azioni non fini a sé stesse ma che aiutano veramente.
Ultimamente va di moda adottare cani di Green Hill, si vuol a tutti i costi dire di aver salvato un cane da quel posto, e se non sono disponibili questi cani si preferisce stare senza piuttosto che salvarne uno dal canile
Restando sui fini religiosi, anche queste azioni derivano dal "pensiero-massa", si è semplicemente sostituito un sistema con un altro sistema ritenuto migliore.
La new age dice di ricordarsi di sé, bisogna fare tutto il contrario di ciò che dice, in realtà per vedere i bisogni degli altri bisogna dimenticarsi di sé, che non significa annullarsi o reprimersi.
Si può ben vedere quanto siano subdole e meschine le persone "della luce".
Da kymatica:
Se prendiamo il movimento New Age, che è un altro tipo di trappola in tutto questo, nella quale oggigiorno la gente può cadere. Vanno alla ricerca di ciò che va male, di tutto ciò che a loro viene tolto e ciò che viene dato a noi o a loro.
Ma questo non si basa su alcuna reale comprensione, è ancora qualcosa che deriva da una prospettiva di tipo religioso. La gente è sinceramente alla ricerca di qualcosa di nuovo, è alla ricerca genuinamente, cerca un nuovo tipo di spiritualità, di migliorare se stessa o di cambiare qualcosa, ma tutto questo viene dirottato.
E quello che stanno attualmente facendo è quello di condurvi verso un altro tipo di mentalità di gruppo, una religione new age, o qualcosa del genere e la gente, non è capace di liberarsi da questo e compiere il proprio...viaggio o il proprio percorso da sé, che penso sia la cosa più importante a riguardo."
AMORE VERSO L'ANIMALE ODIO VERSO L'UOMO.
Io dico, come il santo e il giusto non può salire oltre il massimo che è in ognuno di voi, così il malvagio e il debole non può cadere più in basso dell'ultimo che è ugualmente in voi.
Ognuno di noi ha la capacità di commettere il peccato più orribile o di mostrare la più meravigliosa compassione verso i nostri fratelli.
Ci sono persone che essendo animaliste si ritengono "a prescindere" nel giusto, allo stesso modo ho conosciuto persone che nel momento in cui dicevano di essere dei medici era come se mettevano in chiaro che sono "intelligenti a prescindere", a prescindere da qualsiasi cosa facciano successivamente anche se mancano di rispetto.
Tuttavia io conosco persone che mangiano carne che sono delle persone molto più umane di certi animalisti. Gli animalisti non sono giusti a prescindere da tutto, sopratutto se mancano di rispetto. Ad ogni cosa ci sono dei limiti.
Sempre da Kymatica:
<<quando noi siamo frustrati e controlliamo le nostre emozioni, perché non sappiamo quello che sta colpendo le nostre emozioni realmente, ce la prendiamo con gli altri, ce la prendiamo con qualsiasi altra cosa che ci si presenta, o che agisca come catalizzatore del nostro odio.
E facciamo la stessa cosa con gli animali, e gli animali sono perfetti per questo perché non possono difendersi. Sono dei catalizzatori perfetti per l'aggressività intima, la nostra confusione, il nostro odio...
basta prendersela con qualcuno totalmente indifeso. Basta immaginare fino a che punto possano essere inconsce una persona ole sue azioni, che arrivi al punto di torturare, mutilare o brutalizzare un qualsiasi essere vivente. Pensate alla mancanza di compassione si che deve avere verso la vita in generale essere capaci di non sentire nessuna sembianza di comprensione verso popolazioni intere, abbandonare gli individui o singoli animali... Popolazioni intere di specie animali che vengono specificamente incrociate a scopo commerciale.
Ma vi dirò ciò che è anche più pericoloso...non è poi così tanta la gente che compie queste crudeltà, perché le conosciamo bene come sono.
Questa forma d'odio e di crudeltà si sa che c'è ed è ben conosciuta.
Ciò che mi preoccupa di più è questa gente che è contro l'inumanità delle persone che sono contro la crudeltà animale e si sentono così abbastanza in diritto da pensare che è giustificato infliggere sofferenze o pari sofferenze a queste persone.
Perché quelle sono le persone che portano un comportamento crudele ed inconscio, ad un intero nuovo livello di comportamento crudele e consapevole che è perfettamente accettabile per loro.
Perché sentono che è un loro compito portare altre persone a giudizio. Come se fossero una figura d'autorità di alcun genere. Quelle sono le persone che avranno cose più dure con cui scontrarsi perché in loro albergano molto più odio interno e risentimento.
Loro non sembrano comprendere che è solo un'altra forma dell'esatto stesso odio.
Quindi per trattenersi dall'affrontare i nostri demoni interni, costantemente, cosa facciamo? Quando iniziamo a realizzare, 'Aspetta un attimo, forse non va bene infliggere sofferenza a qualsiasi altro essere vivente'
l'ego deve poi uscirsene con una forma più esoterica di crudeltà ad imbrogliarci a mostrare la stessa forma dello stesso odio di sé, lo stesso atteggiamento indignato, ma solo in un altro modo e verso un altro gruppo di persone.
Ma il vuoto troverà di nuovo un modo di rientrare in noi e le persone cominceranno a sentirsi di nuovo senza riposo non importa quante volte sempre loro scaricheranno biasimo ad un'altra persona ancora o ad ancora un altro gruppo.
Ma il vuoto troverà di nuovo un modo di rientrare in noi e le persone cominceranno a sentirsi di nuovo senza riposo non importa quante volte sempre loro scaricheranno biasimo ad un'altra persona ancora o ad ancora un altro gruppo.
Noi abbiamo bisogno di caos nelle nostre vite, noi imploriamo la distruzione, noi supplichiamo per avere la catastrofe. Perché se noi non abbiamo queste cose che agiscano come una forma di esorcismo o da catalizzatore per noi, cominciamo a notare queste cose in noi ed è ciò che non vogliamo.
Guardate, possiamo scendere a patti con guerre, col terrorismo, con i crolli borsistici ed economici possiamo scendere a patti con tutte queste cose.
Guardate, possiamo scendere a patti con guerre, col terrorismo, con i crolli borsistici ed economici possiamo scendere a patti con tutte queste cose.
Ma una volta che cominciamo a notare questo caos dentro di noi, questo è ciò di cui abbiamo paura veramente.
Saremmo capaci di accettare un milione di 11 Settembre, o un milione di maree nere in questo caso, anziché un momento di vera comprensione verso il nostro odio di sé.
Tutto questo lo possiamo vedere nella vita di tutti i giorni, chi si ritiene essere nel giusto automaticamente si sente in diritto di attaccare e punire chi per lui è nel sbagliato. Questo accade anche tra gli animalisti, tra quelli che hanno preso l'animalismo come una morale, poiché la morale quando non è vista solo come uno strumento, divide e demonizza.
CONCLUSIONE LA NOSTRA ANIMA
Esiste un conflitto nell'uomo, tra anima e spirito, tra oggetto e soggetto, tra perfezione e totalità.
La perfezione implica che noi siamo in un certo modo "ideale" e non siamo altre cose, ma il sé, l'anima comprende "tutto".
Un detto dice "la perfezione è per gli dei (i-deali) la completezza per gli umani.
Canoni di perfezione decisi da chi? Perfezione sotto quale punto di vista? Ovviamente sotto il punto di vista moralistico che prende il posto della coscienza con il super io.
E' possibile davvero che possano esistere persone estremamente buone senza le persone estremamente cattive?
Non credo poiché così come non può esserci il povero senza il ricco non può esserci il crudele senza quello compassionevole, se qualcuno è compassionevole significa che altri non lo sono.
Per spiegarlo in maniera semplice basta pensare al poliziotto buono e quello cattivo, se uno farà il buono, l'altro con la visione esterna del buono inizierà a fare il cattivo, e il poliziotto buono che vede quello cattivo riterrà più opportuno essere buoni.
In principio si tratta solo di comportamenti neutrali, magari una persona che senza rendersene conto maltratta un animale, poi accade che qualcuno vedendolo da fuori decide che è un comportamento crudele e quindi lui diventa compassionevole e il bambino diventa crudele, "si annulla il prossimo per affermare sé stessi come buoni" qui arriva la fregatura poiché entrambi si identificheranno con le proprie parti e si creeranno due polarità che si rafforzeranno a vicenda, più uno sarà compassionevole più l'altro sarà crudele.
La morale implica che per essere perfetti bisogna trovare qualcuno che non lo sia, che incarni le parti che noi rifiutiamo, in tal caso il maltrattamento animale.
Se un comportamento non lo possiamo accettare in noi stessi, poi di conseguenza lo
combattiamo quando lo vediamo negli altri ...
Questo è ovvio, tuttavia dietro a tutto ciò accadono cose strane, mettiamo caso che ci vien voglia di uccidere quel cinese che uccide un gatto, in realtà uccidiamo noi stessi che portiamo avanti quel comportamento rifiutato, questo noi stessi, il sé è sia dentro di noi che dentro gli altri, il soggetto.
Questo soggetto chiamiamolo "anima", cercherà sempre di farsi accettare incondizionatamente per ogni cosa che fa... infatti molto spesso accade che le persone cambiano nel momento in cui sono veramente accettate e viste nel profondo come umani e non come mostri ! incredibile... anche se difficile.
Soggetto e oggetto sono la medesima cosa, ogni comportamento degli altri è un nostro comportamento visto da fuori.
La completezza, il sé, vuole che noi riusciamo a comprendere che quando osserviamo un altra persona, osserviamo noi stessi in tempo e spazio diverso, e che quell'atteggiamento è anche nostro.
Non credo poiché così come non può esserci il povero senza il ricco non può esserci il crudele senza quello compassionevole, se qualcuno è compassionevole significa che altri non lo sono.
Per spiegarlo in maniera semplice basta pensare al poliziotto buono e quello cattivo, se uno farà il buono, l'altro con la visione esterna del buono inizierà a fare il cattivo, e il poliziotto buono che vede quello cattivo riterrà più opportuno essere buoni.
In principio si tratta solo di comportamenti neutrali, magari una persona che senza rendersene conto maltratta un animale, poi accade che qualcuno vedendolo da fuori decide che è un comportamento crudele e quindi lui diventa compassionevole e il bambino diventa crudele, "si annulla il prossimo per affermare sé stessi come buoni" qui arriva la fregatura poiché entrambi si identificheranno con le proprie parti e si creeranno due polarità che si rafforzeranno a vicenda, più uno sarà compassionevole più l'altro sarà crudele.
La morale implica che per essere perfetti bisogna trovare qualcuno che non lo sia, che incarni le parti che noi rifiutiamo, in tal caso il maltrattamento animale.
Se un comportamento non lo possiamo accettare in noi stessi, poi di conseguenza lo
combattiamo quando lo vediamo negli altri ...
Questo è ovvio, tuttavia dietro a tutto ciò accadono cose strane, mettiamo caso che ci vien voglia di uccidere quel cinese che uccide un gatto, in realtà uccidiamo noi stessi che portiamo avanti quel comportamento rifiutato, questo noi stessi, il sé è sia dentro di noi che dentro gli altri, il soggetto.
Questo soggetto chiamiamolo "anima", cercherà sempre di farsi accettare incondizionatamente per ogni cosa che fa... infatti molto spesso accade che le persone cambiano nel momento in cui sono veramente accettate e viste nel profondo come umani e non come mostri ! incredibile... anche se difficile.
Soggetto e oggetto sono la medesima cosa, ogni comportamento degli altri è un nostro comportamento visto da fuori.
La completezza, il sé, vuole che noi riusciamo a comprendere che quando osserviamo un altra persona, osserviamo noi stessi in tempo e spazio diverso, e che quell'atteggiamento è anche nostro.
Da kymatica:
Saremmo capaci di accettare un milione di 11 Settembre, anziché un momento di vera comprensione verso il nostro odio di sé.
Saremmo capaci di accettare un milione di 11 Settembre, anziché un momento di vera comprensione verso il nostro odio di sé.
Ci stiamo effettivamente auto-distruggendo con una violenza mascherata d'amore.>>
"C'è molto dolore nella vita e forse l'unico dolore che può essere evitato è il dolore che viene dal tentare di evitare il dolore." (R.D.Laing)
"Conoscere il proprio lato oscuro è il miglior metodo per trattare con quello degli altri" (C.G. Jung)
<<Ci stiamo effettivamente auto-distruggendo con una violenza mascherata d'amore.>> (kymatica)
"C'è molto dolore nella vita e forse l'unico dolore che può essere evitato è il dolore che viene dal tentare di evitare il dolore." (R.D.Laing)
"Conoscere il proprio lato oscuro è il miglior metodo per trattare con quello degli altri" (C.G. Jung)
Ponetevi pure tranquilli, non esiste la perfezione e un mondo perfetto, la vita stessa è caos e imperfezione.




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